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In cosa consiste la donazione di midollo

Quello che conta in un trapianto non è in realtà tutto il midollo ma le cellule staminali in esso contenute. Queste infatti, una volta infuse al paziente, migreranno nelle cavità delle ossa piatte e cominceranno a ricostituire le cellule mature del sangue.

La donazione di cellule staminali può essere effettuata con due diverse modalità:

  • mediante la donazione di midollo osseo
  • mediante la donazione di cellule staminali periferiche.

La scelta tra le due procedure viene effettuata dai medici a seconda della malattia del paziente, dell’età del donatore e delle sue condizioni cliniche. Dal punto di vista dell'attecchimento entrambe le procedure si sono dimostrate molto valide ed efficienti.

LA DONAZIONE DI MIDOLLO OSSEO
Nel caso della donazione di midollo il donatore viene sottoposto ad una serie di accertamenti per ottenere l’idoneità all'anestesia generale: il midollo viene infatti prelevato in sala operatoria in anestesia, perché sarebbe altrimenti molto doloroso. Il prelievo viene eseguito con un ago dalle creste iliache posteriori, vicino all'osso sacro, da due operatori uno a destra ed uno a sinistra del donatore. Si fanno piccoli prelievi di sangue midollare, che viene raccolto in un apposito contenitore, pronto per essere infuso al ricevente. L'intervento dura circa 1 ora. Il donatore viene ricoverato il giorno prima e la degenza si prolunga per circa 3-4 giorni. Dopo il prelievo può residuare dolore nella sede del prelievo o alla gamba per alcuni giorni. La quantità di midollo (cioè di cellule staminali) che viene prelevata è

In cosa consiste la donazione di midollo

Quello che conta in un trapianto non è in realtà tutto il midollo ma le cellule staminali in esso contenute. Queste infatti, una volta infuse al paziente, migreranno nelle cavità delle ossa piatte e cominceranno a ricostituire le cellule mature del sangue.

La donazione di cellule staminali può essere effettuata con due diverse modalità:

  • mediante la donaz; circa un millesimo del patrimonio totale. Questa piccola quantità si ricostituisce in qualche settimana.

    L'unico rischio di questo intervento è quello relativo all'anestesia generale (valutabile in uno su 10.000-100.000). Vanno quindi valutate dall'anestesista eventuali controindicazioni alla anestesia.

    LA DONAZIONE DI CELLULE STAMINALI DEL SANGUE PERIFERICO
    Nella donazione di cellule staminali da sangue periferico al donatore viene praticata per 4 giorni una iniezione sottocutanea di G-CSF (Granulocyte-Colony Stimulating Factor) o fattore di stimolo per la crescita di colonie granulocitarie. Si tratta di una sostanza che noi normalmente produciamo per indurre la formazione dei globuli bianchi: stimola infatti la proliferazione dei precursori dei globuli bianchi nel midollo osseo. La somministrazione sottocute del G-CSF produce un aumento dei globuli bianchi da 4-5000/mmc a 40-50.000/mmc. Ogni giorno viene eseguito un emocromo per controllare che il numero dei globuli bianchi non superi il livello di 60.000.

    Tra il quarto e il sesto giorno il donatore viene sottoposto a leucaferesi, cioè alla raccolta dei globuli bianchi tramite un separatore cellulare, presso il centro trasfusionale. Il procedimento è analogo a quello per il prelievo di piastrine. Il donatore viene collegato a una macchina per la separazione delle cellule del sangue. Gli viene inserito un ago in ogni braccio e il sangue viene prelevato da una parte, fatto circolare nella macchina che ne estrae le cellule staminali e quindi reinfuso dall'altra parte. Il sangue può anche essere prelevato e restituito al donatore attraverso un catetere. Il procedimento non è doloroso e non sono necessari né il ricovero né l'anestesia generale. Occasionalmente può provocare lievi giramenti di testa, sensazione di freddo, intorpidimento intorno alle labbra o crampi alle mani durante il prelievo.

    In questa forma di donazione un minimo rischio è rappresentato dalla somministrazione del fattore di crescita, che è in uso da una diecina di anni in pazienti emopatici e da tre anni in donatori sani e che fino ad ora non ha dato alcun problema. Durante la somministrazione di G-CSF si potrà avvertire dolenzia ossea alle gambe e alla colonna vertebrale e, occasionalmente, cefalea. Questi sintomi scompaiono alla sospensione del trattamento.

    Il prelievo di cellule staminali periferiche può essere deciso per vari motivi. In alcuni casi può essere utilizzato per aumentare il numero di cellule staminali ottenute mediante un prelievo di midollo osseo. In altri casi la ragione può essere l'età del donatore.

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